Vivo in una giungla, dormo sulle spine

Laura Sicignano

Al Duse
Dal 15 novembre fino al 19 novembre

Produzione

Il Teatro delle Donne Centro Nazionale di Drammaturgia
Teatro Cargo

Interpreti

Amanda Sandrelli
Luca Giordana
Alessio Zirulia

Contributi artistici

scene e costumi

Stefania Battaglia

luci

Andrea Narese

Una storia vera, un incontro tra culture diverse, tra una donna e un giovane immigrato: un ragazzo analfabeta, forse un delinquente, che nella sua fuga tra Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, ha visto troppe cose. Perché la donna lo accoglie in casa?
#drammaturgiacontemporanea #immigrazione #teatropolitico

«Il testo è nato – racconta la regista Laura Sicignano – nell’ambito di un progetto iniziato nel 2011 con un gruppo di giovani rifugiati giunti dai paesi più difficili di Asia e Africa, ragazzi arrivati in Italia, dopo drammatici viaggi, fuggendo da guerre e persecuzioni. Ho creato tre spettacoli scritti con loro, recitati con loro, accanto ad attori professionisti. Questa è l’ultima tappa di questo entusiasmante dialogo».
Dunque, alla base di Vivo in una giungla, dormo sulle spine vi è una storia, una storia vera, seppure mediata dalla creativa reinvenzione in forma di drammaturgia, elaborata a quattro mani dalla stessa Sicignano e da Shahzeb Iqbal.
Anche l’evocativo e poetico titolo dello spettacolo ha una sua storia: è infatti tratto da un verso di un poema popolare pakistano. E proprio sull’intrecciarsi di racconti che prende vita la storia che lega i tre personaggi in scena. Realtà e finzione, ricordi e sogni si intrecciano a storie di fughe, di viaggi notturni, di migliaia di dollari, di kalashnikov, di abbandoni, di bambini costretti ad imparare troppe cose, troppo presto e troppo in fretta. È la storia di Sher, il protagonista, appena arrivato in Italia, dopo una pericolosa fuga dal suo paese: in una comunità di richiedenti asilo incontra l’avvocatessa Viviana, e qualcosa cambierà. La relazione tra i personaggi è un incontro tra solitudini, dove però la verità emerge solo a frammenti.
Laura Sicignano e Teatro Cargo da sempre mostrano attenzione per le tematiche aspre del sociale, del disagio, dell’integrazione e lo spettacolo è un momento di un percorso articolato in cui interrogarsi sulla possibilità di dialogo tra diversità, sul confronto con l’Altro, sull’integrazione e l’ascolto come strumenti per ipotizzare una forma possibile di vivere civile.
Il testo è stato presentato nell’ambito delle “Letture europee” al Teatro Aleksandrinkj di San Pietroburgo nel dicembre 2015 e, nello stesso anno, ha vinto il prestigioso Premio alla Traduzione “Antoine Vitez” di Parigi.