Prometeo

da Eschilo

Al Duse
Dal 17 aprile fino al 22 aprile

Produzione

Teatro Stabile di Napoli
Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Interpreti

Luca Lazzareschi
Alessandra D’Elia
Monica Demuru
Gigi Savoia
Tonino Taiuti

Contributi artistici

Riduzione

Massimo Luconi

Scene

Massimo Luconi

Costumi

Aurora Damanti

Musiche

Mirio Cosottini

Prometeo dona il fuoco agli uomini per affrancarli dalla loro barbarie, ma il fuoco ha anche un valore ambiguo, come ambigua è la figura stessa creata da Eschilo: eroe e vittima di Zeus, o colpevole di aver tradito la fiducia del re dell’Olimpo?
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Dopo aver a lungo investigato il mondo culturale della Grecia moderna, ora il regista Massimo Luconi, con la consulenza storico letteraria dell’insigne grecista Davide Susanetti, affronta una delle più classiche e note figure della Grecia antica: Prometeo.
«Occuparsi della tragedia di Eschilo – scrive Luconi – vuol dire viaggiare alla ricerca del mito che ci appartiene come popoli del Mediterraneo. La storia di Prometeo è dentro di noi, sedimentata da secoli di storia anche tragica. Ci arriva con i pezzi dell’opera di Ritsos, con il cinema di Cacoyannis e di Angelopoulos, incarna le nostre angosce e inquietudini, in termini psicanalitici rappresenta anche un incessante desiderio, una perenne insoddisfazione e riflette il tormento e il rovello intellettuale dell’uomo».
E certo l’eterno ritorno del mito è oggetto di studio e riflessione in arte come in filosofia, in antropologia e iconologia, nella critica letteraria come in quella teatrale, dal momento che abbraccia l’intera comunità umana e il suo sviluppo. Rito e Mito sono le costanti attorno cui si dipana l’eterno dubbio, o la paura, dell’uomo sul proprio destino, lo slancio per una comprensione di sé e del mondo, la tensione verso una verità, religiosa o meno, che possa guidare l’agire di ciascuno.
Afferma ancora il regista Massimo Luconi: «Il destino di Prometeo è diventato, nel corso della storia della nostra civiltà, l’emblema di un’umanità che acquista autonomia, fra utopia e sconfitta, libero pensiero e consapevolezza di sé, in contrapposizione alle minacce della natura e alla tirannia di un potere violento e distruttivo. La vicenda di Prometeo, con la sua dolorosa e nobile immagine di ribelle, di uomo in rivolta, che accetta di scontare il proprio destino con intransigente e coerente consapevolezza, è carica di pathos senza tempo, di rimandi a momenti drammatici della nostra storia contemporanea».
Contando sulla presenza visivamente forte di una istallazione, imponente e materica, dell’artista ambientalista senegalese Moussa Traore, questo Prometeo rilancia la sfida di chi vuole capire il futuro.

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