Oblivion: The Human Jukebox

Davide Calabrese e Lorenzo Scuda

Alla Corte
Dal 18 aprile fino al 21 aprile

Produzione

WEC World Entertainment Company

Consulenza registica

Interpreti

Graziana Borciani
Davide Calabrese
Francesca Folloni
Lorenzo Scuda
Fabio Vagnarelli

Contributi artistici

Musiche

Lorenzo Scuda

Sono cinque e pronti a sfidare chiunque: gli Oblivion sono un jukebox umano, capace di macinare qualsiasi richiesta. #teatromusicale #commedia #attori #sanremo #hitparade

Dai Ricchi e Poveri ai rapper, da Ligabue ai cori gospel, da Morandi ai Queen, tutte le canzoni senza farne nessuna. Uno schiacciasassi che trangugia e livella Sanremo, X Factor, Albano e Il Volo.
Non si fermano di fronte a nulla gli Oblivion, ovvero «i cinque cialtroni più irriverenti del teatro e del web» che sfidano a colpi di invenzioni musicali qualsiasi richiesta del pubblico. È un gioco al massacro (assolutamente ironico) delle canzonette e delle opere serie, una playlist impossibile che si compone e scompone seguendo le provocazioni e le indicazioni scritte dagli spettatori. Tra improvvisazione e citazioni, creatività e fantasia, parodia e virtuosistica esecuzione, gli Oblivion danno vita a un concerto-spettacolo travolgente. Con l’aguzza regia di Giorgio Gallione, i cinque componenti di questa irriverente band svelano un repertorio infinito, che comprende tutti i grandi della musica italiana e internazionale: una collection sovraccarica di energia e entusiasmo, sempre sul punto di esplodere a colpi di sorprese, cazzotti, mash-up, duetti impossibili e versioni strampalate.
Un flusso di note e ritmi infinito che prende vita davanti agli occhi attoniti e divertiti degli spettatori: lo spettacolo – assicurano gli Oblivion – è quel «Greatest Hits che non hai mai avuto il coraggio di fare, uno Spotify vivente che provoca scene di panico, isteria collettiva, ma soprattutto interminabili richieste di bis».
Gli Oblivion si incontrano nel 2003 a Bologna dove iniziano a frequentare (virtualmente) maestri eccellenti come il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, i Monty Python fino a creare un proprio stile che mescola modernità e tradizione, vintage e attualità. Dopo anni spesi nel teatro di rivista e nei musical, nel 2009 diventano notissimi al grande pubblico grazie al loro video su YouTube I promessi sposi in 10 minuti, micro-musical visto da milioni di utenti. Da quel momento, iniziano un lungo tour teatrale con il loro primo lavoro, quell’Oblivion Show che vanta oltre 200 repliche.
A proposito del loro lavoro Maurizio Porro ha scritto sul “Corriere della Sera”: «Ritmo senza pause nel non facile gioco meta teatrale dell’improvvisazione, che gli Oblivion reggono per 100 minuti inseguiti da un clamore entusiasta e connivente».