O la borsa o la vita

Fabrizio Coniglio e Mario Almerighi

Al Modena
Dal 6 aprile fino al 7 aprile

Produzione

Tangram

Interpreti

Bebo Storti
Fabrizio Coniglio

Contributi artistici

La storia del ritrovamento di una preziosa borsa, piena di documenti inquietanti. In forma di commedia, divertente e aguzza, arriva in scena la vicenda di Roberto Calvi.
#teatrocivile #libri #memoria #commedia #drammaturgiacontemporanea

Due preti di un piccolo paese della provincia italiana trovano fuori dalla loro basilica una borsa. Chi l’ha lasciata? E perché proprio a loro? Dentro quella borsa ci sono documenti bancari e lettere compromettenti, mai pubblicate prima d’ora, che provano inquietanti intrecci economici tra boss della malavita, alti prelati del Vaticano, boss mafiosi, esponenti della P2 e politici. Ma di chi era quella borsa?
Questo l’antefatto, e le domande fondamentali, che sono alla base di O la borsa o la vita, una commedia, spassosa e divertente, che ripercorre il mistero della morte di Roberto Calvi, il noto presidente del Banco Ambrosiano trovato misteriosamente impiccato nel 1982, sotto il Blackfriars Bridge di Londra. E soprattutto racconta il sorprendente ritrovamento della preziosa borsa del banchiere.
Il testo, scritto da Fabrizio Coniglio e dal giudice Mario Almerighi, è tratto dal libro dello stesso Almerighi, La borsa di Calvi. Forte anche della presenza di un attore conosciuto e amato dal grande pubblico quale Bebo Storti, lo spettacolo evoca pagine oscure della storia recente della Repubblica Italiana, dove spiccavano nomi passati alla cronaca, al centro di molti misteri irrisolti.
E, come è prassi nel teatro impegnato dei due attori-autori, tutti i documenti citati in O la borsa o la vita sono rigorosamente autentici e per la prima volta vengono resi pubblici in un’opera teatrale. «Il nostro spettacolo – scrivono gli autori – non vuole assolutamente intaccare la purezza della fede o il sentimento religioso di tutti gli uomini che credono nei valori cristiani. I nostri protagonisti sono infatti due preti, mossi da un profondo senso della comunità e della spiritualità, che cercano soltanto di comprendere i misteri di una parte della Chiesa che non li rappresenta». Uno spettacolo che, ridendo, fa capire tante cose.