Nessun luogo è lontano

Giampiero Rappa

Al Modena
12 aprile e 13 aprile

Produzione

Argot

Interpreti

Antonio Bannò
Alice Ferranti
Giampiero Rappa

Contributi artistici

Scene

Francesco Ghisu

Costumi

Lucia Mariani

Luci

Daria Grispino

Ci isoliamo per restare da soli o perché vogliamo disperatamente che qualcuno ci venga a cercare? Autore di un teatro che i critici definiscono sospeso tra Pinter e Thomas Bernhard, Giampiero Rappa con questa commedia ci parla di conflitti tra genitori e figli, amore e perdono.
#drammaturgiacontemporanea #commedia #attori

Uno scrittore di mezza età, cinico e burbero, auto-confinatosi in un luogo sperduto tra le montagne, riceve la visita inaspettata di una ragazza misteriosa e di un nipote che non vede da tempo. Cosa vogliono da lui? Riuscirà a difendersi dall’intrusione dei due ragazzi o è proprio ciò che in realtà attendeva senza saperlo?
«Tutta l’azione scenica – scrive Giampiero Rappa nelle sue note di regia – avviene all’interno di una baita, metafora di quel luogo dove ci si isola per proteggersi e capire cosa si desidera veramente dalla vita. I tre personaggi hanno i difetti, i caratteri e il modo di parlare tipici della commedia. Mario, 50 anni, ex scrittore di successo, difende la propria solitudine, recita come se avesse la maschera dell’attore tragico mentre, scena dopo scena, i due giovani provano in tutti modi a smascherarlo. In questa ricerca affannosa e tragicomica i due ragazzi (interpretati da Alice Ferranti e Antonio Bannò) finiranno per conoscere meglio se stessi e ritornare al mondo più adulti».
È un antefatto che non sarebbe dispiaciuto a quel genio, ostico e misantropo, di Thomas Bernhard. Ma il teatro di Rappa ha specificità e valenze tutte sue: lo spettacolo, infatti, ha un gusto attuale, impastato su dialoghi serrati ed ellittici, con un senso di angoscia incombente. Ma non si fugge, nessun luogo è troppo lontano per esser raggiunto: le due visite ricevute dallo scrittore cinico e burbero, interpretato dallo stesso Rappa, cambieranno per sempre il corso degli eventi.
Secondo Rodolfo Di Giammarco, di “Repubblica”, Rappa è «un drammaturgo pronto sempre a esaminare il profondo degli uomini, capace di dare gran significato ai silenzi, di rendere espressive singole parole, isolati sguardi, gesti minimi». E, aggiunge Gianfranco Capitta, critico del “Manifesto”, «è una figura molto interessante della scena italiana oggi. Autore drammatico di scuola genovese, dagli esordi romani assieme a Paravidino, è arrivato a scrivere testi molto personali e vissuti.  In Nessun luogo è lontano i dialoghi assumono un carattere quasi pinteriano: non tutto è chiaro, le notizie sono ellittiche, eppure la tensione è forte e di sbocchi non si vede l’ombra. Non c’è happy end, ma essere potuti entrare in quella stanza isolata a osservare quei materiali umani, lascia l’appagamento dell’esperimento scientifico, che ogni spettatore poi può commisurare alle proprie capacità e situazioni».

Orario spettacoli: ore 19.30 giovedì, ore 21 venerdì

GALLERIA FOTOGRAFICA