Macbeth

William Shakespeare

Alla Corte
Dal 17 gennaio fino al 22 gennaio

Produzione

Teatro Stabile di Napoli
Teatro Stabile di Catania
Napoli Teatro Festival Italia

Interpreti

Luca Lazzareschi
Gaia Aprea
Fabio Cocifoglia
Paolo Cresta
Francesca De Nicolais
Claudio Di Palma
Luca Iervolino
Gianluca Musiu
Alessandra Pacifico Griffini
Giacinto Palmarini
Alfonso Postiglione
Federica Sandrini
Paolo Serra
Enzo Turrin
e con le danzatrici della compagnia Körper
Chiara Barassi, Sibilla Celesia, Sara Lupoli
voce fuori campo
Angela Pagano
in video
Lorenzo Papa

Contributi artistici

Versione italiana

Gianni Garrera

Scene

Marta Crisolini Malatesta

Costumi

Zaira de Vincentiis

Musiche

Ran Bagno

Installazioni video

Alessandro Papa

Coreografie

Noa Wertheim

Luci

Gigi Saccomandi

Ascesa e rovina di Macbeth, il guerriero scozzese che volle farsi re. L’ermetica seduzione delle profetiche streghe e la sanguinaria ambizione di Lady Macbeth. Una via al potere lastricata di efferati omicidi e di laceranti sensi di colpa per una tragedia dell’immaginazione.

Luca Lazzareschi e Gaia Aprea in Macbteh foto fabio donatoRealizzato in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare, lo spettacolo propone il nuovo allestimento di uno dei suoi testi elisabettiani più teatralmente perfetti per coerenza e consequenzialità della struttura drammaturgica. Scritta tra il 1605 e il 1608, la tragedia di Macbeth racconta la vicenda del vassallo di re Duncan di Scozia, il quale, divorato dall’ambizione e dalla brama di potere, instillatagli dalla profezia di tre streghe, insieme alla moglie progetta e porta a compimento il regicidio per salire al trono. Ne conseguono altri omicidi e tormentosi sensi di colpa, che fanno di questa tragedia fosca e cruenta, abitata da personaggi complessi e ambigui, una delle opere di Shakespeare più studiata e rappresentata, sia per il suo valore intrinseco, sia per la sua coinvolgente attualità.

«Questa edizione del Macbeth – dichiara il regista Luca De Fusco – si pone come ideale prosecuzione del lavoro già avviato con Antonio e Cleopatra e Orestea, due spettacoli che si sono fortemente connotati nel senso della sperimentazione e della contaminazione tra linguaggi. Anche in questo caso il teatro si mescola con le installazioni video instaurando un stretto rapporto tra teatro, musica e danza.  La logica visuale asseconda la natura fantastica del testo che vede i suoi momenti fondamentali (apparizione delle streghe, visione del pugnale, fantasma di Banquo, apparizione del Re, delirio del sonnambulismo di Lady Macbeth) tutti fortemente contrassegnati dal tema del sogno, del delirio, insomma dell’irreale. L’ambientazione non colloca l’allestimento in una precisa epoca ma in una dimensione atemporale sospesa tra Medioevo, atmosfere da cinema anni ’40, con uno sguardo al futuro. Partendo dagli studi di Bloom e Freud ho cercato di attraversare il testo ponendomi delle domande sull’origine del male. Un grande tema, che nel Macbeth si può intendere in modo immanente (come ovviamente sostiene Freud) ma che sopporta anche una interpretazione trascendente, visto che le streghe non sono solo il frutto della fantasia di Macbeth e la loro apparizione trasforma un uomo fatto di latte, come dice Lady Macbeth, in una bestia feroce».

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