L’esecuzione

Vittorio Franceschi

Al Duse
Dal 27 ottobre fino al 5 novembre

Produzione

Teatro Stabile di Genova
Emilia Romagna Teatro

Interpreti

Vittorio Franceschi
Laura Curino

Contributi artistici

Scene

Matteo Soltanto

Costumi

Matteo Soltanto

Musiche

Andrea Nicolini

Luci

Vincenzo Bonaffini

Un magma ribollente di ricordi e deliri, un confronto con il dolore e con la follia della guerra: L’esecuzione, di e con Vittorio Franceschi è un’opera di grande intensità. Un affascinante e dirompente gioco al massacro tra due personaggi senza via d’uscita.
#drammaturgiacontemporanea #guerra #distopia #attori

Scritto nel 2008, L’esecuzione è un affondo implacabile nelle storture di un mondo futuro poi non così lontano. Un viaggio distopico che assume la forma – astratta e concretissima – di un’apocalittica resa dei conti tra un uomo imprigionato, costretto all’immobilità, legato e accecato, e la sua guardiana. Il protagonista di questa vicenda è sicuramente colpevole, è un disertore, e attende la condanna evocata dal titolo. La donna, una figura enigmatica eppure di grande empatia, lo costringe a ripensare la propria vita, evocando storie, suggestioni, accudendolo preziosa come una custode del tempo passato.
In uno scenario desolato e disastrato, dove tutto è ormai consunto, si staglia netta la sagoma dell’uomo sopravvissuto a se stesso: ridotto a nulla, a un’essenza stessa dell’Umano, il Disertore non perde lucidità né ironia, ma è consapevole di non aver più speranze. Come un Edipo ormai vecchio, che si aggira sperso a Colono; come un Lear cieco e impazzito e ricondotto alla mansuetudine; oppure ancora come un Ham beckettiano, questo Disertore si lascia andare a un bilancio della propria esistenza. Ha tradito non una bandiera, né una causa – ma forse si è chiamato fuori dalla battaglia della vita stessa. Ha chiuso gli occhi per non vedere più, ha detto basta alla deriva di rovine e violenze che lo circonda. Come dargli torto? Se questa è la realtà, sembra dire quest’opera, meglio disertarla.
Nell’asciutta regia di Marco Sciaccaluga, la messinscena fa vibrare al meglio il ricco testo (edito da Cue Press) scritto da Vittorio Franceschi. E la drammaturgia si svela ricca di allusioni, metafore, suggestioni poetiche, slanci lirici che si contrappuntano a squarci di dissacrante ironia.
Laura Curino e Vittorio Franceschi sono i due sopravvissuti di un mondo in rovina. Danno corpo e voce a queste dinamiche cruente, a questo magmatico dialogo che, lentamente e sorprendentemente, si schiude a volute inattese, in cui si librano ricordi d’infanzia, nostalgie dolci e lievi che potrebbero lasciare un filo di speranza. Ma la realtà si impone: non c’è scampo, l’esecuzione arriverà.

 

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