La paranza dei bambini

Roberto Saviano e Mario Gelardi

Al Modena
Dal 9 febbraio fino all'11 febbraio

Produzione

Mismaonda
in collaborazione con Marche Teatro

Interpreti

Vincenzo Antonucci
Luigi Bignone
Carlo Caracciolo
Antimo Casertano
Riccardo Ciccarelli
Mariano Coletti
Giampiero de Concilio
Simone Fiorillo
Carlo Geltrude
Enrico Maria Pacini

 

Contributi artistici

Scene

Armando Alovisi

Costumi

0770 di Irene De Caprio

Musiche

Tommy Grieco

Luci

Paco Summonte

Dal cuore nero di Napoli uno spettacolo tratto dal bestseller di Roberto Saviano. Storie di “bambini” pronti a uccidere: una tragedia shakespeariana molto, troppo, reale.
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Ci sono teatri che hanno un senso profondo all’interno di una città, di un territorio, di un quartiere. Sono luoghi in cui si tenta di creare un modo di vivere diverso, possibile, pulito. Sono spazi di resistenza. Uno di questi è il Nuovo Teatro Sanità, luogo “miracoloso” nel cuore di Napoli, dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile. Qui, faticosamente, tenacemente, si fanno spettacoli che hanno, appunto, il sapore del miracolo: perché scaturiscono da un ambiente in cui la realtà si impone in tutta la sua complessa e contraddittoria evidenza. Ecco, allora, che dopo la felice esperienza dello spettacolo Gomorra, lo scrittore Roberto Saviano e il regista Mario Gelardi si uniscono di nuovo in un progetto che racconta l’ascesa di una tribù adolescente verso il potere, pronta a piombare nel buio della tragedia dal sapore shakespeariano.
Nel gergo camorristico “paranza” significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e si usa per le piccole imbarcazioni che tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano pesci buoni per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini”, quindi, indica la batteria di fuoco, ma restituisce l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller, edito da Feltrinelli nel 2016.
Recensendo il lavoro per l’edizione napoletana di “Repubblica”, il critico Giulio Baffi ha scritto: «Domina il nero nel nuovo spettacolo di Mario Gelardi e Roberto Saviano (…) Il nero della notte sempre presente e il nero dei sogni di un potere da conquistarsi ad ogni costo. Qui vivono i ragazzi de La paranza, storia che sembra paradossale e non lo è, gioco che sembra fantastico ed è vero. Adolescenti con il loro presente. Speranza inorridita. Tenerezza disperatamente devastata. E un potere da conquistare come fosse un gioco di quelli vissuti nell’iperrealtà solitaria di un computer. Sono squadra che cerca di essere esercito, sono disarmati dalla vita che si armano per sentirsi potenti, sono malati che per medicina hanno solo la coca e il denaro. Sono ruote inconsapevoli di un meccanismo pronto ad adoperarli e stritolarli senza pietà».

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