La dodicesima notte

William Shakespeare

Al Duse
Dal 15 novembre fino al 27 novembre

Produzione

Teatro Stabile di Genova

Interpreti

Marco De Gaudio Orsino
Michele Maccaroni Sebastiano e Valentino
Giovanni Annaloro Antonio e un altro Capitano
Mario Cangiano Sir Toby Belch
Francesco Russo Sir Andrew Aguecheek
Roberto Serpi Malvolio
Emanuele Vito Feste
Daniela Duchi Viola e Cesario
Roxana Doran Olivia
Sarah Paone Maria

Contributi artistici

Versione italiana

Anna Laura Messeri

Consulenza per i costumi

Guido Fiorato

Luci

Fausto Perri

Comicità travolgente e inaspettati intrecci amorosi sulle spiagge di un’immaginaria Illiria, dove l’arrivo in abito maschile della giovane sopravvissuta ad un naufragio, in cerca del fratello gemello, scatena inedite passioni e gelosie furiose.

Messa in scena nella scorsa stagione come Esercitazione affidata ai dieci giovani attori del Master della Scuola di Recitazione, lo spettacolo viene ora proposto in cartellone, sempre con la regia di Marco Sciaccaluga, come uno spettacolo compiuto e rivolto a un pubblico di tutte le età. Ambientata da Shakespeare in una immaginaria Illiria, La dodicesima notte (nota anche come La notte dell’Epifania) si apre con il duca Orsino chiuso nelle proprie sofferenze amorose per Olivia, la quale vive isolata dal lutto per la morte del fratello. Ma l’arrivo della naufraga Viola, in cerca del proprio fratello gemello, Sebastian, e travestita in abito maschile, scuote la rigidità dei comportamenti sia di Orsino sia di Olivia, dando vita a un mondo dove trionfano le passioni umane, animate dalla comicità dei cortigiani Malvolio, Sir Toby e Sir Andrew e osservate con disincanto dal clown Feste.

«Una protagonista travestita da ragazzo, una storia di amore e d’intreccio a cui si mescola una storia secondaria, buffoni ciarlieri, personaggi accuratamente distribuiti in coppie, fuochi d’artificio verbali intermittenti, astuzie, inganni e dappertutto musica: diretti con successo da Marco Sciaccaluga, in un teatro gremito anche di ragazzi interessati e divertiti, i giovani attori di La dodicesima notte hanno volto in gioco brillante molte belle sfumature del testo scespiriano» (“La Repubblica”). «Un allestimento dall’esito felice, nel quale l’assenza di scenografie e in pratica di costumi, ha imposto una bella serie di trovate registiche e ha lasciato in primo piano la recitazione caratterizzata da un grande affiatamento» (“Il Secolo XIX”).

«Lavorare con i giovani è sempre un’occasione per provare a reimparare qualcosa. Del resto, l’insegnamento è sempre un’occasione per apprendere qualcosa. Quando si cerca di instaurare un rapporto di natura pedagogica è un grave errore partire pensando di avere un patrimonio di conoscenza con cui indottrinare qualcuno. L’insegnamento si basa sempre su uno scambio. Solo così s’impara a non smettere mai di pensare che il teatro sia una cosa necessaria. I giovani con la loro voglia e con la loro fede mi seducono. E lavorare con loro su Shakespeare, dentro a uno stile da teatro povero, mi ha dimostrato ancora una volta che la povertà di mezzi, lungi dall’essere una prigione, è una terra di stimoli creativi». Marco Sciaccaluga

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