La cucina

Arnold Wesker

Alla Corte
Dal 18 ottobre fino al 6 novembre

Produzione

Teatro Stabile di Genova

Interpreti

Andrea Di Casa Max, macellaio 
Alexander Perotto Frank, secondo chef
Nicola Pannelli Alfredo, aiuto cuoco 
Duilio Paciello Hans, addetto alle fritture
Aldo Ottobrino Peter, addetto al pesce
Giulio Della Monica Kevin, addetto al pesce
Lucio De Francesco Gaston, addetto alla griglia
Aleph Viola Michael, addetto a uova e minestre
Kabir Tavani Nicholas, addetto al buffet
Gennaro Apicella Paul, pasticcere  
Emmanuele Aita Leo, capo chef
Massimo Cagnina Marango, proprietario
Elena Gigliotti Anne, addetta a dessert e caffè
Bruno Ricci Darko Mangolis, inserviente
Giuseppe De Domenico Mirko Mangolis, inserviente
Antonio Bannò Dimitri, inserviente
Franco Ravera Barbone
Elisabetta Mazzullo Monique, capo cameriera
Noemi Esposito Winnie 
Giordana Faggiano Hettie
Francesca Agostini Violet
Martina Limonta Daphne
Isabella Giacobbe Cynthia, cameriera
Giulio Mezza Greg, cameriere

Contributi artistici

Versione italiana

Alessandra Serra

Scene

Guido Fiorato

Costumi

Sandra Cardini

Musiche

Arturo Annecchino

Luci

Pasquale Mari

Partner tecnico

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Una giornata di lavoro nella cucina di un grande ristorante londinese. Ai fornelli e in sala cuochi e cameriere di diversa origine etnica.  Razzismo e lotta di classe, amore e odio, avidità, sesso e paura. Wesker insegna a ridere di un’umanità per la quale “tutto il mondo è una cucina”.

Rappresentata per la prima volta nel 1957, quando il londinese Arnold Wesker (1932-2016) aveva venticinque anni, La cucina (The Kitchen) è una commedia corale, con tanti attori che interagiscono sullo sfondo della cucina di un grande ristorante di Londra. I cuochi e le cameriere, i lavapiatti e il proprietario, anche un vagabondo alla ricerca di un po’ di cibo. L’azione si svolge nell’arco di una giornata e nella commedia più che la qualità del cibo contano gli esseri umani chiamati a cucinarlo e a servirlo: uomini e donne di diverse provenienze etniche e geografiche. Sono loro i portatori di sentimenti e di comportamenti contrastanti: amore e odio, avidità e sesso, litigate furibonde e risse, anche piccoli furti quotidiani. La lotta del più forte contro i più deboli chiama in causa il razzismo e la lotta di classe, l’avidità e la paura, la violenza e il ricordo della guerra da poco finita. Una situazione, quella messa in scena da La cucina, che evoca il dramma sociale, ma che già allora Wesker dimostrava di saper padroneggiare con assoluta maestria, sorridendo e sovente anche facendo sanamente ridere delle disgrazie umane.

Il cast della Cucina è composto interamente da attori (giovani, meno giovani, e giovanissimi) provenienti dalla Scuola di Recitazione del Teatro di Genova, il regista Valerio Binasco compreso, il quale a proposito della commedia di Wesker annota: «La cucina è una commedia scritta per farvi vedere dei cuochi al lavoro, e per mostrarvi quanto è duro e feroce il loro lavoro, eppure quanto è bello. Mentre vedremo all’opera i cuochi e le cameriere riusciremo anche a sapere qualcosa delle loro vite. Seguiremo una o due storie d’amore. Conosceremo le speranze e i fallimenti di molti. Vedremo da vicino la violenza che nasce dalla convivenza forzata di persone straniere. Vedremo come vengono preparati i piatti in un grande ristorante “commerciale”, e forse smetteremo di fidarci di quel che dicono i menù.  Vedremo come l’Europa (ovvero il Mondo) del primo dopoguerra sia così simile al nostro tempo.  E vedremo come l’idea che ha guidato quel giorno del 1958 l’ispirazione di Wesker, ovvero fare del teatro un megafono per parlare del tema politicamente più rilevante della società dell’epoca: il socialismo, se sfrondata dai suoi orpelli retorici e dalle sue mode culturali, riveli di essere nel suo profondo un’idea più alta, e più poetica. Un’idea di fratellanza».

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