Ivanov

Anton Cechov

Alla Corte

Dal 20 ottobre all’1 novembre 2015

Regia

Interpreti

Filippo Dini (Nicolaj Ivanov / Kosych)
Sara Bertelà (Anna Petrovna / Advot’ja Nazarovna)
Nicola Pannelli (Conte Sabel’skij / Secondo ospite)
Gianluca Gobbi (Pavel Lebedev)
Orietta Notari (Zinaida Savisna)
Valeria Angelozzi (Sasa)
Ivan Zerbinati (Dottore L’vov / Gavrila)
Ilaria Falini (Marfa Babakina)
Fulvio Pepe (Michail Borkin / Primo ospite)

Contributi artistici

Versione italiana

Danilo Macrì

Scene

Laura Benzi

Costumi

Laura Benzi

Musiche

Arturo Annecchino

Luci

Pasquale Mari

Vita, passione e suicidio di un uomo “superfluo” che si trova a fare i conti con la propria incapacità di vivere in un mondo al quale si sente inadeguato. Fremiti giovanili e pulsione di morte in una delle prime commedie di Cechov.

IvanovIspirato ad Amleto, ma anche all’Oneghin di Puskin, Ivanov è un intellettuale di provincia, piccolo proprietario terriero, che nel corso degli anni ha perso quell’impeto di vita, tanto ammirato da amici e conoscenti, che aveva fatto innamorare di lui la moglie Anna Petrovna e la giovane Saša. Deluso dal mondo, egli vive ora in una consapevole solitudine, oppresso da un oscuro senso di colpa. Ivanov è ai propri occhi un vinto. Moralmente sincero, egli non può mentire né a sé né agli altri, non può illudersi, né illudere.

Anticipando le sue opere teatrali maggiori (Ivanov è del 1887), Anton Cechov (1860-1904) svolge il racconto con dolcezza e con tranquillità, ma rompe improvvisamente il ritmo quotidiano con scene molto forti, qui concentrate soprattutto alla fine di ogni atto.

Inaugura così un teatro “moderno”, abitato da personaggi difficilmente dimenticabili, per interpretare i quali Filippo Dini (riservando per sé il ruolo del protagonista) ha chiamato a raccolta una Compagnia ben assortita, composta quasi interamente da attori formatisi (come lui) alla scuola dello Stabile di Genova.

Ho scritto la mia prima commedia quasi senza accorgermene, dopo una conversazione con Kors. Sono andato a dormire, mi è venuto in mente il tema e ho scritto. Ho speso due settimane, o meglio dieci giorni. Sui pregi della commedia non posso pronunciarmi. Piace a tutti. Ci è voluta tutta la mia energia per scriverla. Malgrado tutto, sono soddisfatto.
Anton Cechov

L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta nella descrizione di una “umanità alla fine”, una società sull’orlo del baratro, che avverte l’arrivo di un’apocalisse, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento. Di lì a trent’anni, infatti, ci sarà la Rivoluzione… Attraverso la figura dell’uomo inutile, che non riesce a spingere il proprio cuore oltre la paralisi del suo mondo, e la propria volontà oltre l’immobilismo, Ivanov racconta la crisi e il declino di un’intera società e di un’intera epoca.
Filippo Dini

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