Il sorpasso

dal film di Dino Risi

Alla Corte
Dal 30 gennaio fino al 4 febbraio

Produzione

Bananas
ABC Produzioni
Teatro Arte
Marche Teatro

Interpreti

Giuseppe Zeno
con Luca Di Giovanni
e con la partecipazione di Cristiana Vaccaro
e gli attori della  Compagnia

Contributi artistici

Adattamento teatrale

Micaela Miano

Scene

Alessandro Chiti

Costumi

Françoise Raybaud

Un film di culto, Il sorpasso, capolavoro di Dino Risi, trova nuove possibilità nell’adattamento scenico di Micaela Milano e nella regia di Guglielmo Ferro. Ma al centro resta sempre una fiammante spider. #cinema #drammaturgiacontemporanea #Italia #economia #commedia

È un film di culto, un mito le cui battute sono entrate nel linguaggio comune, un vero e proprio capolavoro che ha fotografato al meglio un momento storico, un modo di essere e di vivere. Il sorpasso, come tante commedie all’italiana, racconta molto di più di quel che mostra. Il film di Dino Risi approda oggi a teatro grazie alla coraggiosa e apprezzabile versione della drammaturga Micaela Milano e del regista Guglielmo Ferro. E se pure restano indimenticabili Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant, lo spettacolo ha la forza di trattare la sceneggiatura come un testo contemporaneo, svelandone ulteriori potenzialità.
«Manifesto dell’Italia del “boom” economico – spiega Ferro – Il sorpasso è, al tempo stesso, un grande road movie psicologico, il che lo rende un testo senza tempo. Spogliato della connotazione storico-sociale, il film è costruito su una drammaturgia destrutturata, scatola aperta ideale per una riscrittura teatrale focalizzata sui personaggi. In questa dinamica la trasposizione teatrale mette al centro della vicenda i due protagonisti, e il loro incontro/scontro come puro conflitto caratteriale e psicologico».
A dare corpo e voce all’esuberante Bruno e al timido Roberto sono Giuseppe Zeno e Luca Di Giovanni: il loro approccio è psicologico, analitico, per quei due personaggi, amici “per caso” nella deserta Roma di ferragosto, che si lanciano on the road, in un viaggio che non avrà ritorno per uno dei due. L’accurata struttura scenografica di Alessandro Chiti gioca con le immagini proiettate e con ambienti che compongono i luoghi che sono tappa della storia, dallo studio romano di Roberto alla casa al mare a Castiglioncello.
«Non è solo una spider che corre – ha dichiarato il regista in un’ intervista – ma una generazione lanciata verso la morte. Il sorpasso va oltre la perfetta commedia, ti lascia con profonda amarezza, con una voragine dentro, è manifesto dell’Italia come sarebbe diventata. È sconcertante quanto fosse un film vaticinante».

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