George Dandin

Molière

Alla Corte

Dal 24 novembre al 6 dicembre

Interpreti

Tullio Solenghi (George Dandin)
Barbara Moselli (Angélique, moglie di George Dandin)
Massimo Cagnina (Signore di Sotenville, padre di Angélique)
Maria Basile Scarpetta (Signora di Sotenville, sua moglie)
Alex Sassatelli (Clitandre, innamorato di Angélique)
Angela Ciaburri (Claudine, cameriera di Angélique)
Gennaro Apicella (Lubin, contadino, al servizio di Clitandre)
Daniele Madeddu (Colin, servitore di George Dandin)

Contributi artistici

Versione italiana

Valerio Magrelli

Scene

Guido Fiorato

Costumi

Guido Fiorato

Musiche

Andrea Nicolini

Luci

Sandro Sussi

Tribolazioni coniugali di un plebeo arricchito che ha voluto sposare una ragazza nobile e libertina. Il teatro di Molière insegna come gli esseri umani sappiano farci ridere sino alle lacrime, facendoci vedere allo specchio.

Rappresentata nel 1668, due anni dopo Il misantropo e pochi mesi prima dell’Avaro, George Dandin nasce dalla rielaborazione di un vecchio scenario di Molière (La gelosia dell’imbrattato) che a sua volta prendeva spunto dalla novella boccaccesca su Tofano e sua moglie Ghita.

È una farsa dalla struttura molto audace e moderna, fondata sul tema dell’iterazione. Per tre volte, Angelica riesce a ingannare nello stesso modo il marito George Dandin e puntualmente, ogni volta, l’inganno si articola in sequenze omologhe: la scoperta dell’adulterio da parte del coniuge, la convocazione dei suoi suoceri come testimoni, la negazione del tradimento da parte della sposa, la punizione esemplare del marito cornuto.

Tutto è già accaduto e si ripete sempre eguale, pertanto. Ma atto dopo atto Molière reinventa teatralmente il già noto, dando corpo a una commedia travolgente, che coinvolge ora i temi della separatezza di genere e di casta, ora quello del primato del denaro e ora anche quello molto attuale della rivolta di una giovane all’uso invalso dei matrimoni combinati.

Giovedì 26 novembre la rappresentazione di George Dandin è stata acquistata in esclusiva dall’associazione A.L.C.E. (Associazione Ligure Commercio Estero). Nell’ambito delle celebrazioni del 70° anniversario della fondazione dell’Associazione, A.L.C.E. Giovani organizza, in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova, una serata riservata ai Soci, ai loro invitati, ai dipendenti delle loro aziende assegnando una quota dei biglietti a un pubblico in situazione di disagio, selezionato tramite alcune associazioni attive in ambito sociale.

Mentre Corneille e Racine fanno più effetto alla lettura che in teatro, la lettura di Molière dà il desiderio di vederlo sulla scena, e la scena voglia di rileggerlo.
Désiré Nisard

Dice Judith Malina: «La commedia è un rito che evoca forze magiche così come i prestigiatori con i loro giochi destano in noi la meraviglia». In George Dandin – tragica farsa, che ci illustra modernamente e universalmente la caduta dell’uomo laddove il “Mercato” e le convenzioni si sono sostituite alla sua anima – Molière articola in tre “round” un meccanismo spietato, dove il protagonista continua a perdere il “match”, e ci fa meravigliare del fatto, già noto, che la “Verità”, balbettante, perde l’incontro con l’”Inganno”, facondo e convincente. Ancora più “meraviglioso”, poi, è che la vittima preveda la sua inevitabile sconfitta, parlandone al pubblico con la consapevolezza di un cabarettista. «Te la sei voluta, George Dandin!»: battuta cult che, a un più alto livello di astrazione, esemplifica la condizione della verità che si autoinquina con la mistificazione dei sentimenti, il cui linguaggio, cioè l”Amore”, è di fatto il grande assente dalla commedia.
Massimo Mesciulam

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