Filumena Marturano

Eduardo De Filippo

Alla Corte
Dal 20 febbraio fino al 25 febbraio

Produzione

Gitiesse Artisti Riuniti

Interpreti

Geppy Gleijeses
Mariangela D’Abbraccio
Nunzia Schiano
Mimmo Mignemi
Ylenia Oliviero
Elisabetta Mirra
Agostino Pannone
Gregorio De Paola
Adriano Falivene
Fabio Pappacena

Contributi artistici

Scene

Raimonda Gaetani

Costumi

Raimonda Gaetani

Musiche

Teho Teardo

Luci

Luigi Ascione

Accolta con grande successo al debutto al Festival di Spoleto, torna in scena Filumena Marturano: il testo di Eduardo più rappresentato all’estero. Una storia eterna con una regia d’eccezione.
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Filumena Marturano è ormai nell’immaginario e nella memoria collettiva italiana: alcune battute sono entrate nel parlare comune. Eduardo De Filippo, al suo meglio, la scrisse subito dopo la guerra, prendendo spunto da un fatto di cronaca, dedicandolo alla sorella Titina. La commedia affrontava il tema, allora scottante, dei diritti dei figli illegittimi: solo nell’aprile 1947, infatti, l’Assemblea Costituente approvò l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. Ma, al di là della trama, quella della Filumena Marturano è la storia di un grande testo teatrale, forse uno dei migliori del secondo Novecento, e di personaggi meravigliosi, come Filumena e Domenico Soriano: aspri, duri, umanissimi si confrontano in un duello di feroce amore. E oggi trovano la voce e il volto di Mariangela D’Abbraccio, che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella compagnia di Luca De Filippo; e di Geppy Gleijeses, allievo di Eduardo che per lui nel ’75 revocò il veto alle sue opere. A dirigere la commedia una grande regista di cinema, Liliana Cavani, che debutta nella prosa.
Affrontando l’opera, Cavani ha detto: «È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni. È un’opera di grande impegno morale, in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Il mio battesimo nella prosa, ammesso che ci sia poi un seguito, non poteva accadere con un’opera teatrale migliore». E ha aggiunto: «Il teatro è abbastanza simile alla “vita”. Ci si ripete e ci si rinnova ogni giorno nelle nostre case, si prova a essere felici, ad aggiustare le cose, si prova e riprova ad amare: si ama un uomo per sempre come Filumena; si amano i figli e lo si spiega anche alla Vergine Maria come fa Filumena. Filumena crede nella vita, la ama, la trova vivibile e per quello cerca di raddrizzare le storture, di vincere le ingiustizie. Eduardo deve aver amato moltissimo questa commedia, perché è pura vita».