Edipo “Edipo Re – Edipo a Colono”

Sofocle

Alla Corte
Dal 13 dicembre fino al 18 dicembre

Produzione

Compagnia Mauri Sturno
Teatro della Toscana

Interpreti

Glauco Mauri
Roberto Sturno
Ivan Alovisio
Elena Arvigo
Laura Garofoli
Mauro Mandolini
Roberto Manzi
Giuliano Scarpinato
Paolo Benvenuto Vezzoso

 

Contributi artistici

Versione italiana

Dario Del Corno

Scene

Marta Crisolini Malatesta

Costumi

Marta Crisolini Malatesta

Musiche “Edipo a Colono”

Germano Mazzocchetti

Elementi sonori “Edipo Re”

Giacomo Vezzani

Dittico dedicato al mito di Edipo che ha avuto in Sofocle il suo primo grande cantore. Due spettacoli in uno per raccontare la storia dell’uomo alla ricerca della conoscenza: dai giovanili trionfi alla scoperta dell’atavica colpa, dalla scelta della cecità al tormentato esilio senile.

La tragedia di Edipo s’inserisce nel cosiddetto “ciclo tebano”. In Edipo Re, rappresentato tra il 430 e il 420 a.C., Sofocle (496-406 a.C.) narra la vicenda di un giovane re, carismatico ed amato, che nel breve volgere di un solo giorno viene a conoscere l’orrenda verità del suo passato (senza saperlo, ha ucciso il proprio padre e ha generato figli con la propria madre) e per questo sceglie di accecarsi; mentre in Edipo a Colono, rappresentato postumo nel 401 a.C., racconta l’esilio volontario di Edipo e come egli, ormai vecchio e mendico, ottenga ospitalità, con le figlie Antigone e Ismene, dal re di Atene, Teseo, alla cui corte viene coinvolto suo malgrado nella tragedia delle lotte tra i propri discendenti (Eteocle e Polinice), trovando infine pace solo nella volontà degli dèi.

A distanza di vent’anni, Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo. Con nuovi compagni di viaggio e in un nuovo spazio scenografico, la messa in scena è affidata a due diversi registi: il giovane Andrea Baracco per Edipo Re interpretato da Sturno, mentre Glauco Mauri riserva per sé la messa in scena e l’interpretazione di Edipo a Colono. Due generazioni a confronto, nel segno della collaborazione e della continuità, pensando al futuro del teatro.

Annota Glauco Mauri: «Edipo Re ed Edipo a Colono sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo, per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano. La storia di Edipo è la storia dell’Uomo, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere, alla ricerca della verità. Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. È questo che Sofocle con la sua opera immortale dice a tutti noi. Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro futuro. In un oggi così arido di umanità e di poesia questo è il nostro impegno e il nostro desiderio».

 

 

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