Dipartita finale

Franco Branciaroli

Alla Corte

Dal 26 gennaio al 31 gennaio

Interpreti

Gianrico Tedeschi
Ugo Pagliai
Franco Branciaroli
Maurizio Donadoni
e con Sebastiano Bottari

Contributi artistici

Scene

Margherita Palli

Luci

Gigi Saccomandi

In una atmosfera alla Beckett, tre clochard (Pol, Pot e il Supino), comicamente alle prese con le questioni ultime dell’esistenza. Una parodia della condizione umana nei nostri tempi; con uno spiraglio verso l’happy end.

Franco Branciaroli (Milano, 1947) chiama a raccolta tre generazioni di attori che appartengono alla storia del teatro italiano (Gianrico Tedeschi, 95 anni; Ugo Pagliai, 78 anni; Maurizio Donadoni, 57 anni) per raccontare – tra Beckett e Bernhard, ma anche tra Amici miei e Totò – un mondo affossato nell’assenza di valori.

Lungo il Tevere in un Tempo/Spazio indefinito, resti di umanità attendono la fine. Pol sonnecchia in un letto sfatto e ciò nonostante riesce a farsi obbedire da Pot che subisce ogni tipo di vessazione perché non ha il coraggio di abbandonarlo. Il Supino, che crede di essere immortale, parla solo con Pot, bisbigliando. Forse Pot è l’unico che lo capisce. Pol e Pot si agitano per cercare una “Fine” desiderata con timore, mentre il Supino immobile pensa e ripensa al senso della sua esistenza. Una storia “lunare”, più che assurda, sorvegliata della Morte e sviluppata con la leggerezza tipica delle cose essenziali.

GALLERIA FOTOGRAFICA