Copenaghen

Michael Frayn

Al Duse
Dal 13 marzo fino al 18 marzo

Produzione

Compagnia Umberto Orsini
Teatro di Roma
in coproduzione con CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG

Interpreti

Umberto Orsini
Massimo Popolizio
e con Giuliana Lojodice

Contributi artistici

Versione italiana

Filippo Ottoni
Maria Teresa Petruzzi

Scene

Giacomo Andrico

Costumi

Gabriele Mayer

Copenaghen, 1941: il fisico tedesco Heisenberg fa visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Il loro incontro resta un mistero.
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Si può parlare di fisica, di ricerca, di politica e di guerra? Copenaghen, scritto da Michael Frayn a partire da un episodio realmente accaduto, è tutto questo. Ossia teatro di lucidissima bellezza, macchina scenica affidata a tre straordinari attori, diretti con mano sicura da un regista attento e rispettoso come Mauro Avogadro. E lo spettacolo, di travolgente fascino, impetuoso e sottile, torna sulle scene italiane da quasi venti anni.
Umberto Orsini, interprete e oggi anche coproduttore del nuovo allestimento, ricorda che il lavoro, è «nato a Udine nel 1999, riproposto con ERT in anni lontani a varie riprese di cui l’ultima otto anni fa, recensito dalla critica in maniera entusiastica, amato da un pubblico sempre numerosissimo, visto come un evento nelle maggiori città, sorprendente per la costante attualità del tema trattato».
E a proposito dei coprotagonisti, Orsini aggiunge: «Quando decisi di avere accanto a me un attore come Massimo Popolizio, affidandogli anche la regia di Il prezzo di Miller, mi era chiaro che questa collaborazione non sarebbe stata isolata. Era evidente che insieme avremmo potuto dare vita a qualcosa che oggi è sempre più difficile trovare e cioè a quel teatro di recitazione nel quale entrambi, seppure in epoche diverse, siamo cresciuti e al quale ci ispiriamo. Ed ecco che riproporre Copenaghen, la pièce di Frayn che insieme a Giuliana Lojodice ci aveva visti interpreti, mi è sembrata una scelta quasi obbligata».
La vicenda è nota e oscura al tempo stesso. In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera irreale, tre persone parlano di cose successe in un lontano passato: quando forse tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne durante un incontro: entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini a un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati si confrontarono nella casa di Bohr. Il soggetto di quella conversazione resta, ancora oggi, un mistero.

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