Bésame mucho

Pino Petruzzelli e Giuliano Galletta da Edoardo Sanguineti

Al Duse

Dal 10 dicembre al 16 dicembre

Interpreti

Pino Petruzzelli (Edoardo)
Mauro Pirovano (Uomo)
Alice Giroldini (Donna)

Contributi artistici

Scene

Giuliano Galletta

Costumi

Giuliano Galletta

Musiche

Pino Petruzzelli

Luci

Sandro Sussi

Il pensiero e la poesia di Sanguineti nel bar della stazione di un ipotetico aldilà. Un uomo solo e gli altri. Uno spettacolo sulla vita, l’amore e la poesia: lontano dal naturalismo come dai clichés del teatro di ricerca.

Bésame mucho è uno spettacolo che, traendo origine dal pensiero di Edoardo Sanguineti e dalle sue conversazioni con il giornalista Giuliano Galletta, si sviluppa su un tessuto drammaturgico che alterna comicità e tragedia, linguaggio alto e linguaggio basso, poesia e prosa, versi classici e spot pubblicitari, profondità e leggerezza, anche ricordi personali quale il giovane partigiano Fedele o la ragazza che cade dagli scalini dell’Università.

«La vita è in questo parapiglia» ricordava Sanguineti. Ambientato alle soglie di un altro mondo, uno spettacolo sulla poesia, in cui lo spettatore si trova immerso, quasi senza accorgersene nei versi di Sanguineti, ma anche di Dante, Cavalcanti, Angiolieri, Petrarca, Ariosto, Tasso, Pascoli, Baudelaire, Apollinaire, Pound, Pessoa e Caproni, transitando per filastrocche, canzoni e improbabili ricette culinarie.

In un momento di grande smarrimento etico-sociale, Sanguineti può aiutarci a svolgere nella vita il ruolo «che ci è permesso», recuperando tramite la poesia quei frammenti che fanno il mosaico della nostra storia.

È nato l’uomo:
e così la terra, che era rozza, prima, e priva di forma,
accolse, trasformata, le immagini, ignote, degli uomini:
e c’era, allora, eterna, la primavera.
Edoardo Sanguineti

Uno spettacolo su Edoardo Sanguineti, e sulla poesia in generale, significa opporre al “pessimismo della ragione, l’ottimismo della volontà”. «Io non ho coscienza di quello che sta accadendo», dichiara il protagonista. Lo spettacolo si interroga, così, sulla mancanza di coscienza. La poesia guarda dentro, ed è dalla comprensione di noi stessi che possiamo ripartire. E allora, per tornare a capire e a capirsi, è fondamentale recuperare la nostra storia. Ma come? In che modo? Attraverso il labirinto, sembra suggerirci Sanguineti. Attraverso smarrimenti e dimenticanze. «Si smarrisca e vedrà come tutto si ordina e si compone», suggerisce uno dei personaggi dello spettacolo.
Pino Petruzzelli

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