Rassegna di Drammaturgia Contemporanea: sono in vendita biglietti € 5 e abbonamenti € 15

Rassegna di Drammaturgia Contemporanea: sono in vendita biglietti € 5 e abbonamenti € 15
29 aprile 2016 TSG

Con questa del 2016, la Rassegna di Drammaturgia Contemporanea giunge alla ventunesima edizione, a testimonianza del costante interesse del Teatro Stabile di Genova per i nuovi autori del teatro internazionale. L’intento del Teatro è di far conoscere sempre meglio il lavoro che vi si fa intorno alla scrittura per la scena e proprio in questa direzione va appunto la scelta di coprodurre uno degli spettacoli della Rassegna (Geppetto Geppetto) con il Festival delle Colline Torinesi.  Dal 1996 a oggi, la Rassegna dello Stabile ha sperimentato già quasi settanta nuove opere teatrali italiane e straniere, attraverso spettacoli “poveri” nel loro impianto scenografico, ma sempre caratterizzati da una meticolosa cura per quanto riguarda sia l’interpretazione critica del testo, sia il lavoro degli attori. Quest’anno, i cinque nuovi spettacoli proposti vengono messi in scena ciascuno per nove repliche e programmati in modo alternato (3 + 2) sui palcoscenici della Piccola Corte (un anfiteatro in legno, elevato sul palcoscenico della Corte, della capienza di circa 200 posti e che costruisce fra attori e pubblico un rapporto anche fisico assolutamente nuovo e stimolante) e del Teatro Duse. Abbonamento ai 5 spettacoli € 15, ingresso singolo spettacolo € 5. Acquisti su happyticket e vivaticket.

QUIETLY (Sottovoce) – Irlanda del Nord – di Owen McCafferty
Piccola Corte ore 20,30, da mercoledì 1 a sabato 11 giugno (giovedì ore 19,30, domenica e lunedì riposo)

versione italiana  Giuliana Manganelli, regia Roberto Alinghieri, interpreti Aldo Ottobrino, Roberto Serpi, Matteo Sintucci

Jimmy e Ian avevano sedici anni, quando una bomba lanciata da Ian in un pub, mentre alla tv era in corso una partita di calcio, uccise il padre di Jimmy e segno irrimediabilmente la loro vita. Ora, più di trent’anni dopo quel tragico evento, i due s’incontrano in quello stesso pub di Belfast. Molte cose sono cambiate intorno a loro, ma la ferita umana rimane. I due uomini si confrontano alla presenza dell’ignaro barista polacco, mentre alla tv è in corso una nuova partita.
Nato nel 1961 nell’Irlanda del Nord, Owen McCafferty è un affermato drammaturgo di fama internazionale, di cui lo Stabile ha già proposto alcuni anni fa Mojo Mickybo, un testo che affrontava da un altro punto di vista (allora a confrontarsi erano due bambini) lo stesso argomento trattato nel 2014 (dopo una decina di altri testi di successo) con Quietly: la sanguinosa guerra civile a Belfast e dintorni tra cattolici e protestanti.

GEPPETTO E GEPPETTO – Italia – di Tindaro Granata
Teatro Duse ore 20,30, da mercoledì 8 a sabato 18 giugno (giovedì ore 19,30, domenica e lunedì riposo)

regia Tindaro Granata, interpreti Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli

Tony e Luca da anni formano una famiglia, quando arriva anche per loro il desiderio di diventare padri. Come Geppetto nella favola, i due “danno” vita al proprio figlio, Matteo, con la pratica di procreazione G.P.A. (Gestazione per Altri). I primi anni di vita del bimbo sono pieni di gioia e di spensieratezza, fino a che il passare degli anni e la morte di uno dei due Geppetto, Tony, inducono Matteo a chiedere a Luca le ragioni per le quali lo hanno fatto nascere in una famiglia “diversa”, perché lo hanno “creato” a tutti i costi.
Tindaro Granata nasce a Tindari (ME). Dopo il diploma come geometra e un anno su una nave militare, si trasferisce sul Continente per fare l’attore. Inizia a lavorare con Carmelo Rifici con il quale realizza numerosi spettacoli. Debutta come drammaturgo con Antropolaroid, spettacolo sulla storia della sua famiglia; poi, mette in scena Invidiatemi come io ho invidiato voi. Nel 2014 è diretto da Serena Sinigaglia nella messa in scena de Il libro del buio, spettacolo tratto dal romanzo di Ben Jelluon.

FOXFINDER (Il trovavolpi) – Gran Bretagna – di Dawn King
Piccola Corte ore 20,30, da mercoledì 15 a sabato 25 giugno (giovedì ore 19,30, domenica e lunedì riposo)

versione italiana Luca Viganò, regia Jacopo-Maria Bicocchi, interpreti Andrea Di Casa, Gisella Szaniszlò, Noemi Esposito, Bruno Ricci

Ventidue scene essenziali e incalzanti per raccontare con toni realistici una tragedia rurale, avvolta in un involucro metaforico. Chi sono quelle volpi che un giovane funzionario viene a cercare nella fattoria dei protagonisti, angustiati dalla morte del figlio e dal cattivo raccolto? Nessuno le ha mai viste, ma a loro si attribuiscono poteri nefasti sull’Inghilterra tutta. Di che cosa sono metafora? Il testo non trae mai conclusioni, ma lascia aperte tutte le risposte. E anche in questo sta l’intrigante mistero di una commedia, che si conclude con un minaccioso bussare alla porta.
Di Dawn King, giovane attrice e drammaturga inglese, lo Stabile di Genova ha messo in scena lo scorso anno Ciphers (2013) e ora propone Foxfinder, il testo con il quale era balzata alla ribalta del teatro britannico, vincendo nel 2011 un concorso del National Theatre di Londra. Oggi Dawn King è un’autrice affermata che scrive regolarmente anche per la radio e per la tv.

IL TEMPO DI PLANCK (El temps de Planck) – Spagna – di Sergi Belbel
Teatro Duse ore 20,30, da mercoledì 22 giugno a sabato 2 luglio (giovedì ore 19,30, domenica e lunedì riposo)

versione italiana Enrico Ianniello in collaborazione con Angelo Rossi, regia Mario Jorio, interpreti Sara Cianfriglia, Alice Giroldini, Sarah Pesca, Antonio Bannò, Isabella Giacobbe, Martina Limonta, Kabir Tavani

Un uomo, Planck, sta morendo assistito da un giovane che si chiama Max. Intorno a suo capezzale sono le sue donne: la moglie e le quattro figlie. Parlano di ciò che è stato e temono ciò che sarà. Secondo la formula dell’iniziatore della fisica quantista, Max Planck (1858-1947), la frazione di tempo più breve misurabile è 10 elevato alla meno 43 secondi. E la commedia si struttura, appunto, in 43 scene, intorno al tema riguardante l’attimo di passaggio dalla vita alla morte.  Un testo scarno e poetico che parla della scienza e del suo stretto rapporto con l’esistenza umana.
Nato a Terrassa nel 1963 e laureato in filologia catalana a Barcellona, Sergi Belbel è un drammaturgo prolifico, ma anche regista e docente di teatro. Tra le sue opere sono Caleidoscopios y faros de hoy (1986), En companyia d’abisme (1989), Carícies (1991), Morir (1996) e A la Toscana (2007). El temps de Planck è stato scritto nel 1999. Dal 2005, Belbel è stato nominato direttore del Teatre Nacional de Catalunya.

NOI NON SIAMO BARBARI! (Wir sind keine Barbaren!) – Germania – di Philipp Löhle
Piccola Corte ore 20,30, da mercoledì 29 giugno a sabato 9 luglio (giovedì ore 19,30, domenica e lunedì riposo)

versione italiana  Umberto Gandini, regia Mariagrazia Pompei, interpreti Fiorenza Pieri, Giordana Faggiano, Duilio Paciello, Giuseppe De Domenico, Giulio Mezza

Una coppia borghese e progressista ospita  i vicini dell’appartamento accanto, il cui precedente inquilino si era suicidato, e subito dopo accoglie anche uno straniero di pelle nera che dice di essere un rifugiato politico. Quando la padrona di casa viene trovata morta, ne nasce un “giallo” che diventa anche lo spietato ritratto di una classe intellettuale. In intrigo di accuse e di sospetti, ironicamente intervallati dai canti di un coro “patriottico”.
Philipp Löhle (Ravensburg, 1978) è uno degli autori di punta della nuova drammaturgia tedesca, al quale lo Stabile di Genova ha già riservato una specifica attenzione con la messa in scena nel 2014 di Detto Gospodin. Scritto nel 2014, Noi non siamo barbari! è un testo che conferma il suo personale stile di scrittura, capace di coniugare l’impegno sociale con soluzioni narrative che aprono la via alla più sfrenata immaginazione.