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La stagione 2009/2010

Le ragioni profonde del nostro lavoro sono contenute già tutte nei saluti del Sindaco, dei Presidenti di Provincia e Regione: impegno e ostinazione a mantenere livelli di alta qualità nonostante le difficoltà del momento; fiducia in un teatro di parola, di formazione, di idee e di poesia, in un teatro che sia salvaguardia di un patrimonio condiviso e difesa dall’omologazione; un grande teatro d’arte legato indissolubilmente alla città e alla conferma costante di un’autorevolezza nazionale ed internazionale; un teatro che sia emozione, partecipazione, fiducia nel domani.
Non si poteva leggere in modo migliore la nostra identità, definire i nostri obiettivi, la nostra quotidiana fatica.
Anche la stagione 2009/2010, nonostante le oggettive difficoltà che incontriamo, presenta una ricchissima rassegna di proposte e di artisti. Innanzitutto il nostro contributo primario, gli spettacoli da noi prodotti, che quest’anno seguiranno un filo unitario: il desiderio di raccontare un secolo, il Novecento, attraverso tre grandi autori, tre testi esemplari del cammino che ha riguardato tutti noi e ci ha accompagnati alle soglie di questa landa difficile da comprendere che sono gli Anni Duemila. Aprirà la stagione Aspettando Godot di Samuel Beckett, un testo chiave nella storia del teatro, una tragicommedia costruita intorno al mistero dell’attesa e della conoscenza dove il linguaggio diventa molto più di un semplice strumento, spettacolo affidato alle doti attorali di Ugo Pagliai e Eros Pagni per la prima volta insieme sulla scena; seguirà a febbraio Esuli di James Joyce, una rielaborazione originale e struggente del tema classico del triangolo amoroso, una storia che intreccia amicizia e amore, affidata a un pugno di affermati attori nati e cresciuti allo Stabile e qui diretti da Marco Sciaccaluga; infine ad aprile Mariangela Melato sarà protagonista assoluta di un testo pieno di forza, dramma dell’attesa, dell’amore e della sofferenza, Il dolore di Marguerite Duras, romanzo e qui testo teatrale che chiuderà il nostro percorso nella cultura e nella vita del secolo che ci ha tutti formati. Oltre a questi tre spettacoli una coproduzione importante anche perché impegna una Compagnia nata e cresciuta allo Stabile, la Gank, che presenterà La bottega del caffè di Carlo Goldoni, fortunato debutto estivo al Festival di Borgio Verezzi e un’altra coproduzione con lo spettacolo Non chiamarmi zingaro, sguardo poetico e sociale su uno dei temi "forti" del nostro tempo. E poi, come sempre, un’esercitazione, quest’anno dedicata a Cechov, la Rassegna di drammaturgia contemporanea, palestra per i nostri giovani talenti, e i lunedì dedicati alle Grandi Parole.
Accanto ai nostri spettacoli gli "ospiti", una sventagliata ricca e spero emozionante del meglio della scena italiana oggi, sia pubblica che privata: autori che vanno da Rostand a Camilleri, da Cechov a Dürrenmatt, da Soldati a Shakespeare, a Gaber, a Kushner, a Pirandello, a De Filippo, interpreti quali Alessandro Gassman, Toni Servillo, Umberto Orsini, Galatea Ranzi, Giulio Bosetti, Massimo Popolizio, Chiara Noschese, Leo Gullotta, Luca Barbareschi, Sebastiano Lo Monaco, Luigi De Filippo, Geppy Gleijeses, Pino Micol, Moni Ovadia e moltissimi altri.
Se alla varietà e qualità di queste proposte si aggiunge il fatto che, per il decimo anno consecutivo, restano invariati tutti i nostri prezzi, di biglietti e di abbonamenti (questi ultimi validi come sconto, grazie a un accordo, anche per le manifestazioni di Palazzo Ducale), si capisce perché lo slogan di quest’anno sia "una stagione così non l’avete mai vista".

Carlo Repetti