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DITEGLI SEMPRE DI SÌ

16 Febbraio 2010 / 21 Febbraio 2010 - Teatro della Corte
Eduardo De Filippo

Produzione: Teatro Stabile di Calabria


Geppy Gleijeses torna a rendere omaggio all’amato Eduardo De Filippo (1900-1984), portando sulla scena una delle sue commedie più divertenti tra quelle degli anni della "Cantata dei giorni pari": vale a dire quella Ditegli sempre di sì che, scritta nel 1927 per il fratellastro Vincenzo Scarpetta, è poi diventata nel corso degli anni un appuntamento ricorrente della carriera attoriale di Eduardo, che si è sempre molto divertito a riproporre questa travolgente presa in giro delle convenzioni retoriche del linguaggio umano, questa farsa nata negli anni dei roboanti discorsi del fascismo, ma anche del trionfo onomatopeico delle performances futuriste e della pratica quotidiana della borghesia a parlare per metafore, allusioni verbali, sottintesi ammiccanti capaci di prendere il posto della verità.

È tutto questo che Michele Murri non riesce proprio a capire, dopo un anno trascorso in manicomio, nel mondo "irreale" dei pazzi. La sua sanità mentale, certificata dai medici, non lo esime però dal prendere ciò che sente molto sul serio. Se la sorella zitella dice che le piacerebbe sposare il vicino di casa, egli corre subito a raccontare in giro di questo matrimonio; se un amico di famiglia giura che farà pace col fratello solo da morto, ecco che egli si affretta a mandare un telegramma che annuncia la dolorosa notizia, con il risultato che l`amico, dapprima invia una corona di fiori e poi si presenta in casa del fratello per le condoglianze: panico, sconcerto, poi - questa volta - risate e riconciliazione tra i due fratelli. Ma non sempre va altrettanto bene. Un vicino di casa dà del pazzo a Luigino, un giovanotto che corteggia la figlia; Michele sente e subito si precipita a cercare di tagliare la testa al povero innamorato, convinto come è dalle parole altrui che la testa sia il luogo dove s`annida la pazzia. Inevitabile che questo eccesso di coerenza riporti il povero Michele in manicomio. Ma la sua candida "follia" rivela sempre più allo spettatore di contenere una non troppo velata allusione al clima di quel periodo, cinque anni dopo la marcia su Roma, quando il "diverso", " l`emarginato" appariva sempre più un pericolo destabilizzante per quella società.

Nel tempo attuale, suggerisce Eduardo, è diventato ormai un compito da pazzi voler cambiare l’illogicità dei rapporti umani. E Gleijeses ben lo asseconda in questa sua massima, individuando in Ditegli sempre di sì non solo echi ricorrenti da Il medico dei pazzi o da Le 99 disgrazie di Pulcinella, ma anche l’influenza diretta, pur nel tono della farsa, di opere pirandelliane quali Enrico IV o Il berretto a sonagli. Così facendo, Gleijeses porta sulla scena uno spettacolo molto divertente, che «rende omaggio a Eduardo» ("La Repubblica"), di cui «si dimostra il vero erede» ("Il Giorno"); rivela nella commedia eduardiana «una pièce degna di Ionesco» ("Il Giornale") e si permette anche di «inventare un finale strepitoso» ("Il Mattino").


Regia Geppy Gleijeses
Scene Paolo Calafiore
Costumi Gabriella Campagna
Musiche Matteo D'Amico
Luci Luigi Ascione

PERSONAGGI E INTERPRETI:

Geppy Gleijeses
Gennaro Cannavacciuolo
Lorenzo Gleijeses
Gigi De Luca
Giovanni Ribo'
Gina Perna
Antonio Ferrante
Ferruccio Ferrante
Stefano Ariota
Laura Amalfi
Felicia Del Prete