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SCHERZI
L’ORSO, TRAGICO CONTROVOGLIA, IL TABACCO FA MALE, LA DOMANDA DI MATRIMONIO

27 Dicembre 2008 / 1 Gennaio 2009 - Teatro della Corte
Anton Cechov

Produzione: Cherestanì produzioni, Zuzzurro & Gaspare


Affidato alla comicità di Andrea Brambilla e Nino Formicola (alias Zuzzurro & Gaspare) accompagnati per l’occasione da Eleonora D’Urso, Scherzi è uno spettacolo che mette in scena quattro atti unici di Anton Cechov (1860-1904), scritti negli anni in cui la sua fama appoggiava soprattutto sulle sue straordinarie qualità di narratore, ironicamente proteso all’osservazione della natura umana. L’orso racconta la paradossale nascita dell’amore tra un’inconsolabile vedova e un creditore che irrompe furioso nella sua casa. Al centro di Tragico controvoglia c’è un pover’uomo alle prese con le pur insignificanti incombenze affidategli dalla moglie in villeggiatura. In Il tabacco fa male, il monologo di un conferenziere si trasforma nella confessione della miseria della propria vita privata. La domanda di matrimonio, infine, è un vaudeville tagliente e feroce, caratterizzato dall’abilissimo crescendo dell’assurda disputa e le nevrotiche ripicche che nascono da una situazione inizialmente idilliaca.

«Ho affrontato questa mia prima regia con molta umiltà. Non ho mai pensato di dover inventare per forza qualcosa o di stravolgere la meravigliosa prosa di Cechov. Ho solo cercato di "rubare" quanto ho visto e amato in tutti questi anni di teatro. Ho letto molto attentamente le note di regia di Vsevolod Mejerchol’d che mise in scena due dei quattro atti unici nel 1934 sotto il titolo di 33 svenimenti. Ho cercato di prendere ispirazione da lui. Come lui ho usato la musica dal vivo. In L’orso, la musica è un pò la voce del marito defunto della Popova; in Tragico controvoglia ho cercato di costruire una vera e propria partitura per il fiume di parole di Tolkacov e ne è venuto fuori un vero e proprio concerto; in Il tabacco fa male la musica viene usata solo per creare un’atmosfera, entra nel momento in cui "finalmente" Njuchin crolla e davanti ai suoi spettatori confessa la sua grande infelicità di vivere; e poi, in La domanda di matrimonio, la musica, come fece Mejerchol’d, sottolinea i tanti svenimenti inventati da Cechov». MASSIMO CHIESA

Scherzi giunge sul palcoscenico natalizio della Corte preceduto solo da poche repliche, in occasioni delle quali lo spettacolo è stato accolto con molto favore dalla critica. «Cechov fa crescere Zuzzurro e Gaspare. Successo a Milano per Scherzi dove i due attori si cimentano in quattro atti unici brillanti del grande autore russo, dimostrando, oltre al talento comico, buone doti drammatiche», scrive l’"Avvenire" a proposito di uno spettacolo diretto «dalla mano abile ed elegante di Massimo Chiesa», nel quale Zuzzurro & Gaspare «si spartiscono bene i ruoli» e, «forti anche di una vena allucinata, li ricamano giocando con abilità, creatività e talento». E ampie lodi allo spettacolo arrivano anche dal "Corriere della Sera", che sottolinea come i due protagonisti abbiano saputo confermare «anche con Cechov di essere un’ottima coppia comica, affrontando l’autore russo senza stravolgerlo, affidandosi, giustamente, allo spessore comico dei personaggi credendo nel testo».


Versione italiana Massimo Chiesa
Regia Massimo Chiesa
Scene Antonella Conte
Musiche originali Arturo Annecchino

PERSONAGGI E INTERPRETI:

Andrea Brambilla
Nino Formicola
Eleonora D'Urso
Daria D'Aloia
Fatima Bernardi
Giuliana Filogonio
Leonardo Bucalossi
Filippo Olivieri
al pianoforte Giovanni Vitaletti