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IL DUBBIO

8 Aprile 2008 / 13 Aprile 2008 - Teatro della Corte
John Patrick Shanley

Produzione: Cherestanì produzioni, Fox & Gould


Brooklyn, 1964. L’assassinio di John Kennedy ha ferito il senso di sicurezza della nazione e il Concilio Vaticano II ha ridefinito i rapporti fra clero e fedeli. L’anziana direttrice di una scuola parrocchiale, Suor Aloysia, stenta ad adeguarsi alle novità. È arcigna, tradizionalista e spaventata dagli allievi. Quasi inevitabile lo scontro con la giovane, gentile e docile, Suora James, la nuova insegnante; ma soprattutto con Padre Flynn, un carismatico prete in stile conciliare. Egli ha modi seducenti, è di bell’aspetto, parla di tutto con i ragazzi. Nasce il conflitto: tutte le antipatiche qualità di Suor Aloysia, in ultima analisi, fanno di lei un’infaticabile protettrice dei suoi studenti; mentre tutta la gentilezza di Padre Flynn viene gettata sotto una luce sinistra quando emerge il sospetto di una sua insana condotta sessuale, in relazione con il primo e unico studente di colore della scuola, il quale, come si saprà più tardi, subisce degli abusi in casa da parte del padre a causa delle sue tendenze omosessuali.

John Patrick Shanley (nato nel Bronx nel 1950) ha vinto il premio Pulitzer 2005 con questa commedia che affronta un argomento di scottante attualità come la pedofilia ecclesiastica, non partendo dall’effetto di un abuso sessuale operato da parte di un prete, ma piuttosto dalla zona grigia che divide il fatto dalla accusa. Come anticipa il suo titolo, lo spettacolo si chiude con una nota di dubbio: il sospetto sembra fondato ma la prova rimane elusiva. Shanley si sforza soprattutto di porre dei problemi, lasciando allo spettatore la risposta alla domanda: a chi dobbiamo credere? Ciò accentua la portata drammatica del testo e pone la pedofilia sotto un’angolazione essenzialmente problematica, lontano da ogni compiacimento scandalistico.

Il dubbio (Doubt) segna il ritorno di Stefano Accorsi al teatro, che lo aveva diplomato attore alla scuola di Bologna nel 1993 e che per alcune stagioni lo aveva visto interprete di testi classici e contemporanei, prima di diventare "divo" di riferimento di molto nuovo cinema italiano. A dirigerlo sul palcoscenico, al fianco di Lucilla Morlacchi, un altro attore che passa con grande facilità dal teatro al cinema e viceversa: Sergio Castellitto. Insieme hanno scelto di portare anche in Italia la commedia (non priva di spunti autobiografici) di Stanley, il quale ha scritto di se stesso in terza persona: «È stato espulso dalla scuola materna Sant’Elena. È stato bandito a vita dal refettorio di Sant’Antonio. È stato espulso dalla scuola superiore Cardinale Spellman. Quando si è laureato alla New York University gli è stato intimato che lo avrebbero trascinato davanti ad un tribunale se mai avesse voluto farvi ritorno. Quando gli è stato chiesto perché sia stato trattato in questa maniera da tutte queste istituzioni è scoppiato in lacrime e ha detto che non ne aveva idea. Poi è entrato a far parte del corpo della Marina degli Stati Uniti d’America. È stato bene. Sta ancora bene».


Versione italiana Margaret Mazzantini
Regia Sergio Castellitto
Scene Antonella Conte
Luci Raffaele Perin

PERSONAGGI E INTERPRETI:

Stefano Accorsi
Lucilla Morlacchi