L'AGENTE SEGRETO
15 Gennaio 2008 / 3 Febbraio 2008 - Teatro della Corte
Joseph Conrad
Produzione: Teatro Stabile di Genova
Con la messa in scena di L`agente segreto di Joseph Conrad (Józef Teodor Konrad Korzeniowski, 1857-1924), lo Stabile di Genova prosegue nella ricerca che lo ha già portato alla scoperta di testi poco noti di celebri autori. Si tratta questa volta della riduzione teatrale dell’omonimo romanzo del 1907 che lo stesso Conrad scrisse in duplice versione nel 1921 (quattro atti) e nel 1923 (tre atti), di cui non esistono tracce di allestimenti scenici in Italia e che nello stesso mondo anglosassone non ha visto altre edizioni a stampa dopo quelle, a tiratura molto ridotta, dei suoi esordi. E la cosa è quanto meno sorprendente: sia per la notorietà del suo autore, sia per l’attualità dell’argomento affrontato, che propone sulla scena il tema di un attentato terroristico eseguito da personaggi la cui esistenza appare del tutto normale.
Spia prezzolata dell’Ambasciata di un paese straniero, Verloc abita a Londra dove gestisce un anonimo negozietto di cartoline e cianfrusaglie. Uomo indolente e in tutto mediocre, egli vive con l’amata moglie Winnie, che lo ha sposato solo per assicurare una vita tranquilla al fratello mentalmente subdotato e incapace di provvedere a se stesso. Ma un ordine dell`Ambasciata scuote Verloc dal quotidiano torpore: deve organizzare un atto terroristico clamoroso al fine di provocare la reazione dell’opinione pubblica. La scelta cade sull`Osservatorio di Greenwich e Verloc si assume personalmente l’incarico di mettervi una bomba, con l’aiuto del servizievole cognato. Abitato da personaggi ora mossi da ideali, ora disposti a tutto e ora semplicemente rassegnati a sopravvivere, L’agente segreto viaggia sulla base di queste premesse narrative verso un tragico finale che l`arte di Conrad colora di angosciate e sottilissime sfumature.
Il romanzo e il dramma di Conrad traggono spunto da un fatto di cronaca londinese: il fallito attentato all`Osservatorio di Greenwich, compiuto il 15 febbraio 1894 dall`anarchico Martial Bourdin; ma sia le situazioni che i personaggi sono interamente frutto della fantasia dell’autore. Il tragico avvenimento, evocato durante una conversazione tra amici, indusse Conrad a riflettere - sono sue parole - «sulla criminale futilità della cosa – della dottrina, dell’azione, della mentalità – e sull`aspetto spregevole di certe pose semidementi, da giocolieri pronti a sfruttare le strazianti miserie e la credulità appassionata di un`umanità sempre più tragicamente ansiosa di autodistruzione». Ma - commenta Pietro Citati - «mentre sta raccogliendo testimonianze e insinua una voce dentro a un`altra voce, Conrad strappa all`improvviso, come se fosse preso dall`impazienza, la tela delle sue finzioni romanzesche; e racconta grandiosamente ciò che nessuno gli ha mai raccontato, ciò che egli "vede" soltanto con la sua meravigliosa onnipresenza e onniscienza di narratore. Lo scrittore non è forse, in primo luogo, l`occhio oggettivo spalancato sopra il mondo?».
Spia prezzolata dell’Ambasciata di un paese straniero, Verloc abita a Londra dove gestisce un anonimo negozietto di cartoline e cianfrusaglie. Uomo indolente e in tutto mediocre, egli vive con l’amata moglie Winnie, che lo ha sposato solo per assicurare una vita tranquilla al fratello mentalmente subdotato e incapace di provvedere a se stesso. Ma un ordine dell`Ambasciata scuote Verloc dal quotidiano torpore: deve organizzare un atto terroristico clamoroso al fine di provocare la reazione dell’opinione pubblica. La scelta cade sull`Osservatorio di Greenwich e Verloc si assume personalmente l’incarico di mettervi una bomba, con l’aiuto del servizievole cognato. Abitato da personaggi ora mossi da ideali, ora disposti a tutto e ora semplicemente rassegnati a sopravvivere, L’agente segreto viaggia sulla base di queste premesse narrative verso un tragico finale che l`arte di Conrad colora di angosciate e sottilissime sfumature.
Il romanzo e il dramma di Conrad traggono spunto da un fatto di cronaca londinese: il fallito attentato all`Osservatorio di Greenwich, compiuto il 15 febbraio 1894 dall`anarchico Martial Bourdin; ma sia le situazioni che i personaggi sono interamente frutto della fantasia dell’autore. Il tragico avvenimento, evocato durante una conversazione tra amici, indusse Conrad a riflettere - sono sue parole - «sulla criminale futilità della cosa – della dottrina, dell’azione, della mentalità – e sull`aspetto spregevole di certe pose semidementi, da giocolieri pronti a sfruttare le strazianti miserie e la credulità appassionata di un`umanità sempre più tragicamente ansiosa di autodistruzione». Ma - commenta Pietro Citati - «mentre sta raccogliendo testimonianze e insinua una voce dentro a un`altra voce, Conrad strappa all`improvviso, come se fosse preso dall`impazienza, la tela delle sue finzioni romanzesche; e racconta grandiosamente ciò che nessuno gli ha mai raccontato, ciò che egli "vede" soltanto con la sua meravigliosa onnipresenza e onniscienza di narratore. Lo scrittore non è forse, in primo luogo, l`occhio oggettivo spalancato sopra il mondo?».
| Versione italiana | Giuliana Manganelli | |
| Regia | Marco Sciaccaluga | |
| Scene e costumi | Valeria Manari | |
| Musiche | Andrea Nicolini | |
| Luci | Sandro Sussi | |
PERSONAGGI E INTERPRETI:
| Winnie Verloc | Alice Arcuri | |
| Signor Verloc | Gianluca Gobbi | |
| Stevie | Vito Saccinto | |
| Signor Vladimir | Alberto Giusta | |
| Ispettore Heat | Federico Vanni | |
| Vicesovrintendente | Fabrizio Careddu | |
| Ossipon | Nicola Pannelli | |
| Michaelis | Marco Sciaccaluga | |
| Karl Yundt | Marco Avogadro | |
| Il "Professore" | Aleksandar Cvjetkovic | |
| Lady Mabel | Orietta Notari | |
| La ragazza | Fiorenza Pieri | |
















